Dopo tanti anni di onorata carriera finalmente Getty ImagesW si è accorto di me e delle mie foto chiedendomi di iscrivermi come contributore!
La foto che è stata notata e che ha dato via a tutto il processo è uno skyline di Doha che ho scattato nel 2011 durante uno scalo aereo di ritorno dal capodanno indiano.
Skyline di Doha (Qatar)
Speriamo che questa sia l’inizio di una fruttuosa collaborazione!
Grazie al mio fido sosia abilmente piazzato in ufficio mi defilo per una settimana durante la quale girovagherò per l’Olanda e il Belgio fumando sigarette fatte di gouda e guidando auto ricoperte di papaveri.
Il sosia è programmato per dare risposte più intelligenti delle mie per cui, per qualunque cosa, potete rivolgervi tranquillamente a lui!
Questo articolo è il numero 8 di un totale di 9 nella serie Vaccabolario
Parola: Pissi
Significato: manifestare o individuare un comportamento o una situazione da pissi … pissi-copatico!
Autore: MadGrin
Uso: l’uso di Pissi risale a Gennaio di questo anno . Eravamo alla fine del nostro giro itinerante per la Germania e, stanchi dopo aver macinato parecchi chilometri nella bufera di neve , eravamo alla fine giunti a FrancoforteW in serata e con un certo appetito . Un nostro amico ci aveva consigliato una frequentata via del centro per cercare un locale in cui mangiare e così, dopo aver posato i bagagli, ci eravamo subito andati. Nonostante la centralità della via trovammo da parcheggiare facilmente … troppo facilmente ! La via era deserta (scoprimmo più tardi, interrogando un esercente, che la domenica a Francoforte si cena entro le 21 e poi tutti a nanna! ) e rimanevano solo le luminose e fantasiose decorazioni natalizie ad illuminarla. In quel momento, abbagliato dalle luci e con lo stomaco che reclamava cibo, pensai: "Certo che questa via è proprio Pissi! " e, quando mi furono richieste delucidazioni precisai "Si, proprio pissi-copatica! "
Questo articolo è il numero 22 di un totale di 22 nella serie Cina 2010
Noodle con uovo e manzo
Il viaggio in treno è tanto bello, lussuoso e piacevole quanto scomodo, complicato e “umido” il breve tratto dalla stazione dei treni di Nanchino all’ostello.
Arriviamo in stazione che è oramai tarda sera e ad attenderci c’è una bella e scrosciante pioggia che annulla la visibilità rendendo il mondo, oltre l’uscita dal terminal, sfocato e indefinito.
I taxi sono pochissimi e non vogliono usare il tassametro tentando di imporre dei prezzi esorbitanti così provo ad allontanarmi dalla stazione per prenderne uno di passaggio ma tutti quelli che passano hanno già il loro carico umano e mi ignorano per cui l’unica cosa che rimedio è una bella doccia.
Tornato sotto la tettoia della stazione decidiamo di spostarci con la metro per raggiungere un posto più vicino all’ostello ma, soprattutto, fuori dal monopolio dei tassisti della stazione. Usciamo in una stazione scelta a caso e rimaniamo ad osservare per un pò il grande incrocio davanti a noi sperando di veder passare un taxi da prendere al volo. Dopo un pò di tempo trascorso senza aver ottenuto dei risultati decidiamo di passare al Piano B: mi piazzo quasi in mezzo alla strada e cerco di rendermi maggiormente visibile ai tassisti. Ad un certo punto la fortuna ci sorride: una tassista scarica il suo cliente a pochi metri da me e io gli piombo in auto. Per qualche minuto discutiamo animatamente, ognuno nella propria lingua, (intuisco che la signora non voleva prenderci) ma alla fine cede e torno a prendere i bagagli (con il terrore che la tassista mi scappi) che in poco tempo stipiamo nell’auto. La tassista alla fine ci lascia vicino all’ostello ma non proprio davanti perchè non conosce la via e così dopo un’altra doccia e un pò di fatica lo riusciamo a trovare. Lasciati i bagagli in stanza torno alla reception per completare la registrazione e incontro Vera, una ragazza cinese e curiosa che mi attacca un colossale bottone e mi chiede di accompagnarla a comprare dei ravioli per cena. Dopo un’ora, in cui la tipa tenta di accodarsi a noi per visitare la città il giorno dopo, riesco a liberarmene.