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Ma ci stai ancora pensando?

Incontri ravvicinati col sampietrino

Questo che state per leggere, a meno che non decidiate di cambiare idea cosa che vi suggerisco fortemente, é un vecchio post apparso su BestDisgusting, il -oramai defunto- blog che io e Patsy curavamo a 4 mani.

Lo stile di scrittura e gli argomenti trattati sono quelli di quasi 10 anni fa e incollati qui senza una virgola di correzione per cui non vi aspettate lo stesso livello degli articoli attuali: quelli di BestDisgusting erano decisamente migliori!

Le foto, ahimè, invece sono andate perse. Le poche che troverete sono pescate per l’occasione dalla rete.

Per saperne di più:

BestDisgusting: http://www.madgrin.com/2011/06/30/bestdisgusting/

Indice della serie: http://www.madgrin.com/series/bestdisgusting

13/09/2006

Mentre la nostra simpatica Patsy rosola le sue morbide chiappette bianchiccie (avete presente due marshmallow? ) al sole della Grecia approfitto nella forzata (e gradita!) pausa della sua produzione bloggheccia per raccontare un simpatico (mah…) episodio accaduto al sottoscritto nel lontano 1995.

Era una calda serata estiva e, dopo una corposa cena al ristorante cinese, il sottoscritto e il simpatico gruppo di amici con cui si accompagnava, percorreva allegramente Piazza del Popolo nel tentativo di smaltire i 160 involtini primavera innaffiati con abbondante sake e grappa di rosa.

Forte della sicurezza infusa dall’alto tasso etilico mi offrii come “cavallo” per una mini corsa a cavacecio. Questa antica attività equestre consiste nel portare una persona seduta sulle proprie spalle reggendole i piedi con le mani per darle maggiore stabilità. Gli obiettivi della gara possono variare: in acqua (al mare) si punta a far cadere il cavaliere dell’avversario sperando che ingurgiti mezzo oceano nel tentativo di risalire a galla, per strada si può provare per un “arrivo prima io!”.

superman homer

La mia divisa da supereroe

Seppur la grappa mi illudeva di essere in possesso di un fisico guizzante di poderosi muscoli e sorprendente agilità superiori a quelle di un superman dopato la verità era ben lontana dall’essere questa. Dopo aver percorso, infatti, pochi stentati metri la pericolante torre umana costituita da me come sistema di deambulazione e dal mio amico come navigatore ebbe la scontata fine su cui ogni scommettitore avrebbe puntato la dentiera d’oro della propria madre: un rovinoso crollo.

Data la repentinità dell’evento non riuscii a piazzare le mani in avanti a difesa di quel tempio vuoto che costituisce il mio fragile cranio ma ebbi, comunque, la prontezza di girare il viso di lato prima che il naso mi venisse spinto all’interno della faccia dal simpatico  sampietrino che il fato aveva designato come mezzo per far terminare la mia caduta.

Conseguenze del lieto impatto: grandissime risate da parte mia e del mio compagno, grazie soprattutto all’effetto anestetico causato dall’alcool, e grande preoccupazione da parte degli altri compagni che, improvvisamente sobri, insistevano in un rapido salto al più vicino ospedale.

Ignorando queste richieste e con mezza faccia che incominciava a crescere di dimensioni e a pulsare stranamente decidemmo per il tornare a casa dove, finalmente, mi potei accasciare tranquillamente nel mio caldo letto estivo.

La mattina dopo l’immagine riflessa dallo specchio fu alquanto preoccupante: avete presento Rocky BelBoia dopo aver combattuto contro un Ivan Drago con i guantoni imbottiti da bulloni, viti e cocci di vetro?

Ecco, la mia faccia poteva essere quella con l’aggiunta che era del colore del viola cardinalizio e calda come una brioche del Mulino Bianco appena sfornata (probabilmente anche con lo stesso sugnoso ripieno di finta marmellata giallognola …)

Incurante della cosa passai la giornata tranquillamente nel classico ozio estivo arrivando, per la seconda sera, al momento del sonno.

Questa volta addormentarsi, per me che basta che chiuda gli occhi in qualsiasi posto mi trovi, fu meno facile del solito e la notte passò in semi-bianco con continui arrovigliamenti nel letto e brevi angoscianti sogni popolati di immagini di pullman senza controllo che correvano a parcheggiarsi sulla mia faccia.

Il secondo giorno il mio viso aveva virato verso una tonalità di colore di un viola più acceso del giorno precedente e le pulsazioni sembravano aver assunto un ritmo un po’ Country come se al suo interno si stessero esercitando gli Stomps per il concerto del giorno dopo.

Con un bel paio di fondi di bottiglia da agente dell’FBI (rigorosamente a goccia e in grado di coprire tutta la faccia e gran parte del corpo) riuscii, comunque, ad uscire senza attirare troppa attenzione da parte degli abitanti e frequentatori del quartiere (per fortuna che a casa mia non c’era nessuno, essendo tutti in vacanza estiva, evitando, così, imbarazzanti spiegazioni).

Ma la terza notte il sonno non voleva per nulla decidersi a venire!

Contai pecorelle, involtini primavera gambe-dotati, facce tumefatte e rotolanti, caprioli di marzapane con i piedi di balsa, tutti i simpatici esseri che potevano desiderare di saltare uno steccato senza che il sonno si decidesse a farmi cadere nell’amato oblio della vita-non vita.

Alle 4.00am, non sapendo più cosa fare, presi la decisione risolutiva (o almeno io speravo che sarebbe stata tale!): fare un salto al CTO che, tra l’atro, si trova anche dietro casa mia.

Alle 4.30am ero in sala d’aspetto insieme ad altri sventurati frequentatori del pronto soccorso notturno: gente incastrata in strane posizioni, persone con oggetti ancora più particolari saldamente infilati all’interno del proprio corpo e via dicendo.

Alla fine venne il mio turno e fui condotto nel reparto adibito alla fotografie più intime che è possibile fare ad un corpo umano: quello delle radiografie.

Fatta la mia bella “teschio-foto” mi riaccomodai nella sala d’aspetto attendendo il referto.

All’apertura della porta che conduceva nel laboratorio delle radiografie la persona dietro di me, che supponeva giustamente fosse in quel momento giunto il suo turno, fu presto delusa dal constatare che invece ad essere chiamato fossi nuovamente io.

E così avvenne per altre due volte finché non venni spedito dalla dottoressa di turno che dopo aver esaminato silenziosa il referto mi informò di come stavano le cose … :

Dott.ssa: “Bene, risulta che lei ha una frattura composta dello zigomo”

Io: “Ah, bello. Che devo fare?”

Dott.ssa: “Niente, prenda questi antidolorifici e aspetti”

Io: “Ok”

Dott.ssa: “Senta … ma … chi l’ha picchiata?”

Io: “Picchiato … ? Ma nessuno!”

Dott.ssa: “Ah … ok ….” … “No, veramente … Me lo dica! Chi l’ha picchiata?? Dobbiamo fare la denuncia …”

Io: “Ma nessuno, sono caduto giocando!! Ho preso una persona sulle spalle e sono caduto a faccia in giù …”

Dott.ssa (con la faccia a forma di punto interrogativo e il tono accondiscendente): “Ah … sicuro …certo …”

Alle 6.00am ero nuovamente nel mio lettuccio, dopato e con uno zigomo più composto del resto del mio corpo …

Lastra cranio

Ma che bel cranio con diro dirondello

Sul vetro della mia camera da letto, in attesa dei primi raggi del sole per risplendere in tutta la sua maestosità, la lastra del mio teschio che silenziosamente ghignava per la stupidità del sottoscritto!

Aggiornamento continuo

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26/03/2006

In un mondo che cambia continuamente, chi non si tiene sempre aggiornato resta indietro.

Nemo studia!

 

Nemo lo sa bene … e corre ai ripari …

Peccato che per lui sia del tutto inutile …
Venerdì arriva presto e … venerdì c’é pesce! :)

Panda cane

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09/03/2006

Panda Dog : Dogs Painted As Other Animals

Panda Dog : Dogs Painted As Other Animals

Per un lungo periodo ho avuto un cane che sapeva dire il suo nome: si chiamava BAU.
La sera i suoi amici, dai palazzi vicini, continuavano a chiamarlo per invitarlo ad uscire ma lui era piuttosto riservato.

Un giorno, il migliore amico dell’uomo, é scappato con la mia ragazza: un orsetto di peluche senza uno dei due occhi di plastica.
Nonostante questo handicap io l’amavo lo stesso.

Ho deciso di non prendere più cani con doti intellettive avanzate.
Il Panda Cane fa per me, credo sia veramente stupido e riesce tutt’al più a suonare il campanello di casa.
Solo che si ostina a farlo usando un raggio laser di sua invenzione…. pigro d’un cane….

La mia nuova ragazza, una spugna di mare, lo guarda con occhi acquosi… temo che provi un debole per lui…

Involucro vuoto a perdere!

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25/06/2006

Angel

Angel

Sabato 24 Giugno é stata una giornata diversa e mai questo termine é stato più ricco di significati!

Ho partecipato al Roma Pride 2006 e devo dire che é stata una esperienza emozionante!

Piazza della Repubblica (a Roma) era strapiena di gente aperta (di mente eh? Non incominciate a pensare malizioso!) che non si faceva influenzare dall’involucro che la grande ruota della fortuna, girando all’atto del concepimento, ci attribuisce andando a vestire il nostro io con un corpo da uomo o da donna.

Era piena di gente che voleva amare, stringere a sé la persona che più le regala emozioni, la fa volare e la rende felice.
E’ importante se poi questa persona sia racchiusa in un contenitore analogo al proprio?

Io penso di no e così pensavano tutte le persone che, come me, hanno partecipato all’evento.

La sfilata é stata una grande festa itinerante fatta di canzoni, inni, balli e fischi!
Una occasione per fare nuove amicizie e scoprire un mondo così misterioso che solo ultimamente é uscito finalmente allo scoperto.

Una giornata molto bella in cui c’é da domandarsi chi debba tollerare chi.
Probabilmente le persone normali dovrebbero tollerare chi, purtroppo, ha la mente così limitata da non capire che non ci sono vincoli all’amore.

E le persone normali stavano tutte al Roma Pride!

L’homo erectus non ha le emorroidi

Homo ErectusFrequento le palestre da decenni anche se con pessimi risultati. Ma almeno mangio, anzi no, mangiavo visto che ora sono a dieta.

Quello di cui vi volevo parlare non sono, però, le dimensioni del mio abbondante girovita quanto della bizzarra storia dell’homo erectus, un ingombrante gigante con cui ho la sfortuna di condividere lo spogliatoio nella stesa fascia oraria e, non ho capito bene il perché, che mi ritrovo costantemente anche come vicino di panca.

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E’ VIVO!!!

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26/01/2007

bancomat rotto

Bancomat alla griglia

Sarebbe potuto essere l’urlo di sorpresa / gioia del Dott. Frankenstein alla vista della sua creatura in piedi, invece é stato semplicemente il fulminante pensiero che ha scosso i miei due neuroni dormienti …

Ma, al solito, cominciamo dall’inizio …

Stamane accompagno il nostro collega non vedente alla favolosa macchina che magicamente sputa soldi semplicemente nutrendola a tesserine plastificate: il bancomat.

Non si trattava di un gesto di cortesia ma la necessaria azione per poter riscuotere un vecchio debito

Arrivati al bancomat, distratto dalla chiacchiera in corso, tento di spingere la magica tesserina nell’apposito vano … inutilmente!

La boccuccia della macchina era saldamente chiusa da una porticina di plastica rossa.

Alzato lo sguardo vedo che lo schermo era completamente blu al che, mosso da un istinto informatico, incomincio a premere tasti e lo schermo stesso (che é touch-screen) per tentare di sbloccare la macchina.

Ad ogni pressione lo schermo mi risponde allegramente con un sonoro BIIIP in perfetto stile Windows così mi faccio trascinare dal ritmo dell’imperatore e continuo con questo rituale fino a che una voce mi gela il sangue:

“Signore, il bancomat é rotto. Ci sto dentro io a ripararlo.”

Ripresomi dallo shock mi allontano allegramente (ma non troppo) dalla macchina semi-umana fischiettando per non dare nell’occhio …

Osservato da Sei Milioni di Occhi

3.000.000 di visualizzazioni su Flickr ... mica male!

3.000.000 di visualizzazioni su Flickr … niente male!

Che poi sarebbero 3 milioni di anime guardone (supposto che ognuna sia dotata di una coppia di occhi) che hanno passato parte del loro prezioso tempo a intrattenersi con le mie 10.000 foto pubbliche nel corso degli ultimi 9 anni.

Continua a leggere Osservato da Sei Milioni di Occhi

Butterflies!

ButterfliesButterflies! 
Regali di S. Valentino tra pelosi!

Un altro fantastico episodio di Simon’s The Cat, “Butterflies

I segreti di Mr. (Brokeback) Sfintere Scoordinato

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27/09/2006

Flatulenza

No farts, please!

Sono le 18.45. Alle 19 devo essere, in tuta, dentro la sala corsi della palestra. Se arrivo tardi finirò in ultima fila e vedere gli esercizi sarà facile come sputare nell’occhio di un passero appollaiato sull’ala di un biplano sul quale si sta volando.

Onda verde! Che culo! Corro, sterzo, parcheggio vicinissimo alla palestra: doppio culo!!
Troppa fortuna … la sfiga mi sta preparando un altro dei suoi scherzi … ?

Salto fuori dalla macchina, giù per la discesa del garage (che è anche l’ingresso della palestra) reception, corridoio, spogliatoio e … INCREDIBILE!
Invece della solita calca umana .. non c’è nessuno!
Con il viso deformato dallo stupore getto la borsa della palestra su una delle 8 panche completamente libere dello spogliatoio, mi giro verso l’armadietto e ci butto dentro la giacca.
Mi rigiro verso la panca per sedermici e incominciarmi a cambiare (-5min all’inizio della lezione!) quando mi blocco sbalordito alla vista di …. Mr Sfintere Scoordinato!
E’ lì, in piedi accanto a me, con la sua magliettina della salute e i pantaloncini da tedesco in vacanza.
Ha già occupato interamente la panca con la sua borsa e una serie di inutili (perché NON li indosserà) capi di abbigliamento tirati fuori da questa. Il resto della panca è occupata dalle sue flautolenti chiappone (vedi …) e dalla mia borsa.

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Mr. Sfintere Scoordinato

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26/09/2006

Fart Zone

Pericolo! Aria pesante!

Mini post per concludere in bellezza la giornata e non dimenticare che “Se qualcosa può andare storto allora lo farà” (Prima legge di Murphy)

Come promesso sarò breve!

Oggi, arrivato presto in palestra, occupo facilmente un simpatico posticino dove piazzare il mio step che, di lì a poco, avrei inondato di lacrime e sudore e, dal quale, poter osservare facilmente gli esercizi impartiti dalla insegnante.

Il posto ERA bello prima che … Mr. Sfintere Scoordinato non si piazzasse, appiccicandosi a me e costringendomi ad una breve ritirata indietro, proprio davanti annullando la gioia di un bel panorama e l’utilità di avere l’insegnante perfettamente visibile …

Beh pazienza… sono qui per allenarmi e rilassarmi quindi ….

L’insegnate incomincia a zampettare allegramente sullo step:

  • sali a destra
  • sali a sinistra
  • alza la gamba destra
  • alza la gamba sinistra

Io, tutto concentrato, guardo davanti a me e la mia fragile mente viene presto catalizzata da Mr. Sfintere Scoordinato che, eseguendo perfettamente al contrario gli esercizi proposti, mi manda presto nel pallone facendomi sbagliare tutto ciò che potevo e facendomi rischiare una sequela di slogature e inciampi come mai, anche dopo le peggiori sbronze, ero mai riuscito a fare.

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