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Ferragosto salato (15/8)

This entry is parte 5 di 9 in the series Romania 2026

Ignorando il saggio avvertimento della guida di “evitare i giorni di festa”, per sabato 15 abbiamo pianificato la visita alle imponenti miniere di sale della cittadina di Turda.

La miniera di sale di Turda (in romeno Salina Turda) è una miniera di sale situata in località Durgău-Valea Sărată nel comune di Turda, in Transilvania, Romania.

Reperti archeologici rinvenuti nelle vicinanze dimostrano che l’estrazione del sale incominciò a Durgău-Turda in epoca pre-romana tra il 50 a.C. e il 106 d.C. I giacimenti furono sfruttati anche durante l’Impero romano tra il 106 e il 274 d.C., quando venne realizzato uno scavo piramidale profondo 17-34 metri e largo fino a 10-12 metri. (Wikipedia)

Per arrivarci siamo partiti molto presto e, dopo circa 3 ore di auto e un parcheggio molto fortunato, eravamo dentro la salina.

Appena entrati si avvertiva subito un importante sbalzo termico che portava la temperatura a circa 12 gradi. Passato l’ingresso, abbiamo percorso un lunghissimo tunnel scavato nella roccia, sui cui lati si aprivano piccole stanze che mostravano l’attrezzatura dell’epoca, incrostata di sale.

Alla sala principale, situata più in basso, si accedeva tramite una stretta scala di legno alta circa 12 piani, oppure con un ascensore. A causa dell’interminabile fila, però, abbiamo deciso di percorrere le scale.

Arrivati nella sala principale, siamo stati colti dalla vista di un’enorme caverna trasformata, in modo alquanto irrispettoso, in una gigantesca sala giochi con campi sportivi, postazioni per la vendita di spuntini, poltrone massaggianti e un’enorme ruota panoramica (tra l’altro non in funzione).

La vista ci ha rattristati al pensiero di come questa meraviglia della natura sia stata trattata. Come se, per fare un paragone banale, fossero stati applicati dei bigodini colorati a un maestoso leone.

Percorsi altri 13 piani a scendere, abbiamo avuto accesso alla seconda miniera che, rispetto alla precedente, era allagata e presentava, al suo centro, un isolotto di sale. Lì era possibile affittare una barchetta a remi per fare il giro dell’isolotto, ma noi abbiamo preferito fermarci in un angolo per osservare la maestosità della caverna.

Risaliti i circa 30 piani complessivi, siamo tornati nel corridoio principale per uscire dalla vecchia entrata. Dopo aver percorso quasi 1 km di tunnel, abbiamo scoperto che la strada più breve per tornare al parcheggio era… rifare lo stesso identico percorso al contrario!

Ripresa l’auto, ci siamo concessi un dolcetto – impegnativo da finire – in una famosa pasticceria di Turda, per poi raggiungere nel tardo pomeriggio la città romana di Alba Iulia, dove alloggiavamo nel centralissimo Hotel Medieval. Le stanze avevano il soffitto a cassettoni in legno e letti comodissimi; inoltre, agli ospiti veniva offerta una bottiglia di vino rosato in omaggio.

Usciti dall’albergo, ci siamo ritrovati nella piazza principale del corso, dove si stavano svolgendo delle rievocazioni militari e artistiche relative alla dominazione romana. Una legione di Romani ha mostrato al pubblico varie tecniche di guerra e di difesa, seguite da una performance di danza di alcune ragazze.

Per cena siamo andati in un grazioso ristorante appena fuori dalle mura, dove ho commesso l’errore di ordinare una pizza. Mi è stata consegnata una pizza grande come due pizze normali, buona seppur molto carica di condimenti, finita in gran parte in una provvidenziale doggy bag.

Per smaltire la cena, abbiamo fatto un giro lungo le mura passando davanti a vari localini tipici in cui si svolgevano piccoli concerti live e, finalmente tornati in albergo, siamo crollati esausti.

Romania 2026

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