Partenza in salita (9-11/8)
Quest’anno abbiamo scelto una destinazione vicina: vuoi per la guerra, vuoi per il budget, la Romania ci è sembrata un’ottima opzione per ammirare una terra ricca di storia e natura.
Siamo partiti domenica in tarda serata e abbiamo optato per il trenino da Ostiense per andare all’aeroporto di Fiumicino. Viaggio rilassante, anche se i bagagli si sono rivelati un po’ faticosi da trascinare sulle scale per accedere alla banchina dei treni.
Per fortuna c’era qualcuno disposto a darmi un’inaspettata mano… Ehi aspetta, ma che ci faceva una mano nella tasca dei miei pantaloni?
Ho scoperto che un simpatico individuo pensava di appropriarsi del mio cellulare ma, per mia fortuna, non è stato così abile.
Dopo avergli fatto gentilmente notare che era mio vivo desiderio ridistribuire i suoi connotati, abbiamo preso il treno e, con un po’ di ritardo, anche l’aereo, atterrando intorno alle 2:30 del mattino a Bucarest.
Stravolti, abbiamo deciso di prendere un taxi regolare che, a conti fatti, ci ha probabilmente fatto pagare più del doppio di quanto avremmo speso con Uber, ma oramai i giochi erano fatti e finalmente siamo sprofondati a letto.
Dopo poche ore di sonno e un’impressionante colazione “porcosa” da Scovergăria Micăi, eccoci pronti a esplorare la città seguendo un itinerario consigliato dalla Lonely Planet, che ci ha portati attraverso una zona residenziale molto bella. In serata abbiamo proseguito la visita con un tour guidato da Alessia, una ragazza rumena cresciuta in Italia che parla un ottimo italiano. A cena siamo andati da Hanu’ lui Manuc, un ristorante tipico dove tutto, compresi i tovaglioli, è fatto di carne.
Il giorno dopo abbiamo iniziato la giornata con una colazione al Grand Cafe Van Gogh e abbiamo proseguito la mattinata andando prima all’impressionante Libreria Cărturești Carusel e poi al Parlamento per una visita guidata prenotata alle 12:00.


Peccato esserci presentati all’ingresso sbagliato, dalla parte opposta dell’enorme palazzo: per fare il giro abbiamo impiegato almeno 10 minuti sotto un sole impegnativo. Il tour, grazie anche alla competenza della guida, si è rivelato interessante, ma alla fine eravamo abbastanza devastati; per cui abbiamo optato per un pit-stop in albergo, concludendo poi la serata con una birra alla Ground Zero Brewery e una cena da Caru’ cu Bere, uno dei ristoranti più antichi al mondo, che offre anche interessanti spettacoli di ballo dal vivo.




