Parola di MadGrin

State cercando la verità? Provate sotto il tappeto del salone …

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Iraniani brava gente

Zein-o-Din: the support of nurses

Zein-o-Din: gli infermieri si preoccupano della nostra incolumità

Siti, libri e guide sull’Iran sono tutti concordi nell’affermare che una delle cose che colpisce maggiormente il viaggiatore è l’accoglienza della gente.

Dopo poco meno di un mese passato nell’antica Persia non posso che affermare che non c’è nulla di più vero!

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Le montagne dei Gorilla, alla scoperta dell’Uganda!

Quest’anno Francesco e Biosfera ci portano a vedere i Gorilla!

Si è vero, l’ho sempre detto e continuerò a dirlo: i viaggi organizzati non sono per me e credo di non averne mai fatto nessuno con un accompagnatore ma per andare a vedere i Gorilla nel loro habitat naturale quello di affidarci a Biosfera è stata sicuramente la scelta migliore.

E, badate bene, sto scrivendo tutto questo come atto di fiducia perché il viaggio è appena iniziato!

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Polonia: terra di bisonti, miniere di sale e luoghi della memoria

Quando il caldo diventa insopportabile il Vero Uomo fa i bagagli e scappa. Quest’anno tocca alla Polonia che spero ci regalerà temperature più adatte ad un essere umano che a un rettile dal sangue freddo.

In questa puntata de “Esploriamo il nostro amato Globo Terracqueo” vedremo i nostri impavidi eroi affittare un’auto con la quale spingersi nei più reconditi anfratti polacchi alla ricerca di dimenticati patrimoni dell’UNESCO, piatti tipici immangiabili e simpatici michettinini pelosi che troveremo ad aspettarci principalmente nel Parco Nazionale di Bialowieza.

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Placide isole, pallottole con le ruote e conigli feroci: sunto ermetico del mio viaggio in Canada

Harry Jerome – A statue of a local Olympic runner (Brockton Point, Stanley Park)

Harry Jerome – A statue of a local Olympic runner (Brockton Point, Stanley Park)

Le vacanze del 2012 sono state diverse per tantissimi motivi. Il minore fra tutti è che sono partito da solo per la prima volta nella mia vita, seppur questa cosa si può dire vera solo da un punto di vista esclusivamente fisico.

Sono atterrato a Seattle in un caldissimo principio di Agosto e, dopo i soliti controlli di routine, ho fatto conoscenza con la mia inseparabile compagna di viaggio. Una piccola economy car rossa a 2 porte che mi ha accompagnato per tutto il Canada. All’inizio era, per me, solo “l’auto“. Mentalmente mi riferivo a lei in questi termini ed era, almeno nel breve lasso di tempo trascorso in città, più un costoso ingombro che un utile strumento. Pochi e costosi parcheggi, sensi unici, traffico. Insomma l’aver preso a Vancouver un ostello sulla spiaggia era stata un’idea molto figa, o almeno questo era quello che avevo pensato all’inizio prima di rendermi conto di quanto fosse lontano dal centro cittadino.

Lasciata Vancouver l’economy car è diventata fondamentale per l’esplorazione di questo bellissimo Paese rivelandosi presto, però, del tutto inadeguata. Le strade erano spesso costituite da una interminabile serie di tornanti che si arrampicavano sulle montagne canadesi e che venivano percorse lentamente da colossali camper o da puzzolenti camion. In salita la macchinetta gli arrancava dietro non riuscendo a raccogliere la sufficiente spinta per sorpassare mentre in discesa, i limiti di velocità estremamente bassi, limitavano le mie manovre con analoghi risultati. Il primo giorno riuscii a percorrere i km che mi ero prefissato solo sforando notevolmente sulla tabella oraria e arrivando alla mia prima tappa troppo tardi.

Soffrivo quasi fisicamente di questo mio grosso limite, avevo bisogno di macinare chilometri e non solo per la necessità di esplorare ma soprattutto per quella di fuggire come se fossi inseguito da qualcosa di invisibile che non ero ancora in grado di decifrare né, tanto meno, di affrontare.

Il secondo giorno, uscito dall’ostello, mi fermai per qualche minuto davanti alla macchina. Era mattino presto e la carrozzeria, solo lievemente impolverata, brillava riflettendo i primi raggi del sole. Io fissai lei nei fanali e lei me negli occhiali da sole. L’accordo era stato tacitamente stretto.

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Pekara, Asini e altre storie croate

Ciuchino @ Bol

Il nostro amico ciuchino

Correva l’anno 2003, l’Italia era ancora (apparentemente) un Paese civile, gli italiani erano meno incazzosi con gli stranieri perché alla fin fine se la passavano bene e io allora, come oggi, odiavo il mare. Anzi, per meglio precisare, mi piaceva ma in foto oppure d’inverno. Quelle cose lì insomma.

Le scuse (che poi non erano proprio scuse) ufficiali erano:

  1. Ho la pelle troppo chiara e troppi nei, è pericolo per me!
  2. Ho i piedi dolci (cosa per cui divenni famoso in 12 nazioni del Mondo negli anni successivi) e mi fa male camminare sugli scogli.
  3. Ho gli occhi fotosensibili (verissimo, uso gli occhiali da sole praticamente sempre … forse sarà stato questo a farmeli diventare tali?)
  4. Mi annoio!
  5. E’ pronta la cena? (no … vabbè questo forse non fa parte delle motivazioni!)

Insomma nutrivo una vera e propria avversione per il mare ed ero riuscito, negli anni precedenti, quasi sempre a dirottare il gruppo di amici (si, strano a dirsi all’epoca eravamo un gruppo di amici scavezzacollo che si muoveva in branco e si divertiva da matti!) in vacanze che mi assicurassero una discreta lontananza dal liquido, odiato e salino elemento.

Krka Falls

Krka Falls

C’ero riuscito quasi sempre ma non nel 2003. Complici i pochi soldi, l’insistenza di alcuni, l’essere stato allettato con promesse del tipo “ci sono un sacco di cose da vedere in Croazia” (si, è vero c’erano … e sono state bellissime!) alla fine avevo ceduto e si era partiti tutti assieme per questa fantastica avventura.

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La processionaria di nostro signore Gesù

Processionaria di nostro signore Gesù @ Masada (Israele)

Processionaria di nostro signore Gesù @ Masada (Israele)

Ero così piccolo da entrare appena nel palmo di una mano ma non ebbero pietà di me quando mi gettarono in testa tutta quella fredda acqua di rubinetto resa santa grazie ad oscuri rituali religiosi. Non potevo ribellarmi, magari piangere e fare dei sonori rotti. Ma non molto di più.

Poi i miei amichetti iniziarono il percorso per la Comunione e dopo ancora quello per la Cresima. Il primo non so bene a cosa servisse ma grazie al secondo si poteva ottenere l’ambito titolo di Soldato di Cristo. Che per quell’età fatta di giochi di guerra al computer l’idea di essere un soldato era parecchio allettante.

In definitiva devo molto alla Chiesa: con la comunione ricevetti il mitico Commodore 64 e la mia prima macchinetta a pellicola (grazie a Nonna!) e con la Cresima il suo degno compare, il Commodore 1541. Insomma la Chiesa mi ha reso nerd. Da capire se in effetti debba fargli causa o ringraziarla.

Passati i 40, quando le mie stanche ossa si sono oramai appesantite grazie agli spessi strati di adipe ho deciso finalmente di ringraziarla per tutto quello che ha fatto per me accompagnando Mario e Simone nell’avventura del famoso Cammino di Santiago di Compostela. All’inizio l’avventura sarebbe dovuta essere il Mongol Rally ma poi, Mistero della Fede, si é tramutata nella Processionaria di nostro signore Gesù.

Non sono affatto sicuro che il cambio sia stato vantaggioso ma oramai ho lucidato il crocefisso, fritto 2kg di ostie per la cena e riempito i flaconi di shampoo con l’acqua santa. Nessuno ci potrà fermare … eccezion fatta per una delle Piaghe di Egitto … quelle che ci compariranno miracolosamente sotto le piante dei piedi dopo il primo chilometro!

In Giordania a prendere il fresco

Serranda del ViaggioVisto che a Roma incominciava a fare decisamente fresco ho pensato di saltare a piè pari sul primo volo per il Vicino Oriente per andare ad abbronzarmi nel deserto in compagnia di ragnoni pelosoni, scorpioni pungenti e altri simpatici animaletti dotati di un numero indecente di zampette.

Oltre al caldo e agli animali golosi delle mie cicce mi aspetto guerriglieri, strade non segnalate e difficoltà linguistiche: insomma la vacanza rilassante che piace a me!

Le uniche certezze sono che arriveremo in Israele e poi andremo in Giordania.
Tenete d’occhio FB per aggiornamenti!

E viene giù dal ciel …

Non é Gesù Bambino a scendere dal cielo ma morbida, poetica, natalizia e dannatamente fredda neve. Quella neve così bella da trasformare i paesaggi storici di Israele in piccoli presepi imbiancati, quella neve così candida da nascondere le brutture del mondo e rendere il tutto morbido e ovattato. Quella neve così ABBONDANTE e FREDDA e IMPREVISTA da bloccare autostrade, città, commercio, genti e merci!

Quella neve CHE UCCIDE!

Vabbè proprio UCCIDE no ma certo non rende la vita facile ai viaggiatori automuniti e catene sprovvisti.

Comunque il giro é stato bello. Lo sarebbe stato anche di più se non fosse stato che le autorità israeliane avessero visto in me l’AntiCristo in missione per conto di sé stesso …

Album di Israele

LAOS, racconto di viaggio fotografico

Pigrizia, pollice valgo dello scrittore, occhi incrostati di proteine, scimmia fastidiosa, mutande lorde e altre cause minore sono i motivi principali per i quali i racconti di viaggio, quelli fatti di parole e aneddoti, ancora non tornano sulle pagine di questo blog.

Ah, e c’è anche che la fiamma sacra dello scrittore é sommersa dall’oceano pigro del “non me va”. E il “non me va” è dovuto a tante cose e certo non lo sto mica a raccontare a voi, pago uno psicologo per starmi ad ascoltare! (ma voi lo fareste a gratis …? Quasi quasi …)

Comunque piano piano almeno le foto le pubblico e dopo aver finito (o quasi!) di caricare quelle del Vietnam sono passato al LAOS!

Buona visione!

Album fotografico del LAOS

Saluti da Vietnam

Temple of Literature @ Hanoi

Temple of Literature @ Hanoi

Ce ne ho messo di tempo (quasi 3 mesi!) ma alla fine gran parte delle foto fatte in Vietnam questa estate sono disponibili su Flickr. Quando vado in Asia, oltre che sudare, amo fotografare la gente, così diversa non solo nei tratti somatici ma soprattutto nei comportamenti, nei gesti, in quello che sogna e che usa per vivere. Nell’album troverete perciò tanti paesaggi e templi (forse troppi!) ma anche tantissimi scatti rubati alla gente comune, quelli che sicuramente mi é più piaciuto maggiormente fare e rivedere. Spero di riuscire a darvi una idea del viaggio, magari un giorno proverò anche a scrivere qualcosa!

Sa Pa

Sa Pa

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