Parola di MadGrin

State cercando la verità? Provate sotto il tappeto del salone …

Category: Piaceri della vita (Page 2 of 15)

LAOS, racconto di viaggio fotografico

Pigrizia, pollice valgo dello scrittore, occhi incrostati di proteine, scimmia fastidiosa, mutande lorde e altre cause minore sono i motivi principali per i quali i racconti di viaggio, quelli fatti di parole e aneddoti, ancora non tornano sulle pagine di questo blog.

Ah, e c’è anche che la fiamma sacra dello scrittore é sommersa dall’oceano pigro del “non me va”. E il “non me va” è dovuto a tante cose e certo non lo sto mica a raccontare a voi, pago uno psicologo per starmi ad ascoltare! (ma voi lo fareste a gratis …? Quasi quasi …)

Comunque piano piano almeno le foto le pubblico e dopo aver finito (o quasi!) di caricare quelle del Vietnam sono passato al LAOS!

Buona visione!

Album fotografico del LAOS

Saluti da Vietnam

Temple of Literature @ Hanoi

Temple of Literature @ Hanoi

Ce ne ho messo di tempo (quasi 3 mesi!) ma alla fine gran parte delle foto fatte in Vietnam questa estate sono disponibili su Flickr. Quando vado in Asia, oltre che sudare, amo fotografare la gente, così diversa non solo nei tratti somatici ma soprattutto nei comportamenti, nei gesti, in quello che sogna e che usa per vivere. Nell’album troverete perciò tanti paesaggi e templi (forse troppi!) ma anche tantissimi scatti rubati alla gente comune, quelli che sicuramente mi é più piaciuto maggiormente fare e rivedere. Spero di riuscire a darvi una idea del viaggio, magari un giorno proverò anche a scrivere qualcosa!

Sa Pa

Sa Pa

Prossima fermata: Vietnam. Uscita lato destro.

WorldTravelLa valigia é lì sul letto. Vuota. Una bocca spalancata avida di vestiti, gadget tecnologici e prodotti per il corpo.

O almeno lo era il 30, quando sarei dovuto essere già da tempo all’opera per riempirla e invece mi ritrovo a buttare giù frettolosamente queste righe. Un promemoria per me stesso, per chi mi legge e per chi capiterà sul blog per caso cercando un porno asiatico.

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Le ricette di Nonna Abelarda: Ghiaccioli del Coniglio

Ghiacciolo alla carota

Ghiacciolo alla carota

Se i coniglietti avessero le dita prensili e un bancomat io sarei ricco.

Sfortunatamente i coniglietti sono simpatici, con morbide zampette e squattrinati e così io rimarrò il solito barbone di sempre.

Barbone si ma almeno pieno di vitamina C e con così tanti calcoli renali da poterci aprire un ufficio di ragionieri.

Insomma, per farla breve, ad un certo punto della mia vita mi sono comprato una centrifuga! “Ammazza che figata”, ho pensato, “ora non farò altro che bere frutta”.

Due giorni dopo ero già stufo: fare una centrifuga é facile e volendo, se ti piace immaginare il tuo nemico essere spinto tra le lame dell’elettrodomestico, anche divertente. Il guaio viene dopo quando la devi pulire. 10 minuti di preparazione della frutta o della verdura, 4 minuti per centrifugare, 2 minuti per bere il succo e 15 minuti per pulirla!

No-no-no-no. Non ci siamo proprio!

Ghiacciolo alla carota

Carote sbucciate

Ghiacciolo alla carota

Ingredienti e attrezzatura

Poi l’IDEONA! Ne faccio tanto e lo conservo in qualche modo. L’unico modo (sempre che sia vero) che ho pensato potesse funzionare per conservare le proprietà della centrifuga é il congelamento. A questo punto 1+1345 dà molto probabilmente 1346 e così nascono i Ghiaccioli del Coniglio, il mio primo esperimento!

Come prima cosa mi sono procurato delle formine per ghiaccioli che sfortunatamente non mi entravano in freezer ma con un geniale stratagemma (alzare il ripiano-griglia che divide il freezer e incastrarlo nelle parti sporgenti delle formine) alla fine sono riuscito nell’intento! Fatto ciò ho acquistato un numero imprecisato di carote che ho spellato come un sadico del medioevo con la povera finta strega di turno e mi sono preparato alla grande centrifugata.

Questa é stata la parte più divertente. Alla fine ho raccolto una mega ciotola di prodotti di scarto che ahimè, non venendomi altro in mente da farci che darli ai maiali, ho dovuto buttare. Io non ho maiali in casa (a parte me, ovvio!)

Ghiacciolo alla carota

Scarti di produzione

Dopo aver devastato una piantagione di carote ho ottenuto:

  • un mega bicchierone di centrifuga di carota che subito mi sono sgargarozzato (e che quasi subito ho rilasciato nel water …)
  • quattro ghiaccioli pieni di succo che ho provveduto immediatamente a surgelare senza aggiungerci nulla

Il risultato finale (lo vedete nella prima foto) é esteticamente ineccepibile ma forse dal sapore troppo blando … devo pensare ad un modo per migliorarlo!

Ghiacciolo alla carota

Pronti a centrifugare

Ghiacciolo alla carota

Succo di carota

Ovviamente come per tutte le ricette che si rispettino devo darvi le indicazioni precise per arrivare al mio stesso risultato per cui …

 

 

Ricetta dei Ghiaccioli del Coniglio

Ingredienti

  • un numero imprecisato di carote

Procedimento

  • sbuccia le carote
  • centrifugale
  • versa nelle formine e congela
  • mangia

Difficile, nevvero?

Il Ritorno del Divoratore di Paella

Sagrada Família

Sagrada Família

Una delle prime volte che andammo a Barcellona alloggiammo in un posto stranissimo trovato attraverso il consiglio di un utente di uno dei forum del sito di Zingarate. Si trattava di un albergo che occupava due piani di un palazzo nel centro del quartiere gay della città. Il palazzo ospitava originariamente una serie di appartamenti e a seguito della sua trasformazione in albergo la sua fisionomia non era cambiata. La reception era nel salone di uno degli appartamenti presenti al primo piano dell’albergo e le stanze coincidevano con le altre stanze dell’ex appartamento e quindi avevano tutte dimensioni diverse. Al loro interno erano ben arredate ma l’impressione complessiva era quella di dormire a casa di qualcuno come ospite. La cosa se da un lato ti faceva sentire un pò più a casa, dall’altro, sminuendo il tuo status di ospite pagante, limitava in parte la tua libertà.

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Qualche timida foto canadese

Ci ho messo un bel pò questa volta ma finalmente sono riuscito ad inaugurare l’Album delle foto canadesi e a popolarlo con qualche timido esemplare.

Vancouver Skyline

Vancouver Skyline

Questa volta non ho intenzione di pubblicare tantissime foto ma é sempre così: raramente riesco a mantenere i buoni propositi di inizio!

Trovate il mio album su flickrhttp://www.flickr.com/photos/madgrin/sets/72157632365946553/

In Bocca all'Orso!

E così eccomi in Canada!

Si è vero, non sarei dovuto essere qui, o almeno ci sarei dovuto essere di passaggio – qualche giorno a Vancouver e poi un piccolo aereoplanino mi avrebbe dovuto portare in Alaska – ma le vie del Signore (SpongeBob, intendo) sono infinite e strane e a volte sorprendenti. E così il mio giro è totalmente cambiato.

L’ho abbozzato in poco tempo copiando qui e là senza essere sicuro se riuscirò a farlo, senza prenotazioni, senza la sicurezza di non aver messo troppi chilometri tra le varie tappe e senza la certezza che non mi addormenterò guidando, che non bucherò le gomme della piccola auto economica che ho noleggiato e proprio nel momento in cui mi troverò nel nulla vicino ad una famiglia di orsi affamati o – avendo calcolato male i tempi – perderò l’aereo rimanendo qui. Magari a spremere le foglie d’acero per tutta la vita.

Le vie del signore sono infinite …

Buon Anno!

Grazie al mio fido sosia abilmente piazzato in ufficio mi defilo per una settimana durante la quale girovagherò per l’Olanda e il Belgio fumando sigarette fatte di gouda e guidando auto ricoperte di papaveri.

Il sosia è programmato per dare risposte più intelligenti delle mie per cui, per qualunque cosa, potete rivolgervi tranquillamente a lui!

BUON ANNO!

Nanjing : e l' "incidente giapponese" …

Noodle con uovo e manzo

Il viaggio in treno è tanto bello, lussuoso e piacevole quanto scomodo, complicato e “umido” il breve tratto dalla stazione dei treni di Nanchino all’ostello.

Arriviamo in stazione che è oramai tarda sera e ad attenderci c’è una bella e scrosciante pioggia che annulla la visibilità rendendo il mondo, oltre l’uscita dal terminal, sfocato e indefinito.

I taxi sono pochissimi e non vogliono usare il tassametro tentando di imporre dei prezzi esorbitanti così provo ad allontanarmi dalla stazione per prenderne uno di passaggio ma tutti quelli che passano hanno già il loro carico umano e mi ignorano per cui l’unica cosa che rimedio è una bella doccia.

Tornato sotto la tettoia della stazione decidiamo di spostarci con la metro per raggiungere un posto più vicino all’ostello ma, soprattutto, fuori dal monopolio dei tassisti della stazione. Usciamo in una stazione scelta a caso e rimaniamo ad osservare per un pò il grande incrocio davanti a noi sperando di veder passare un taxi da prendere al volo. Dopo un pò di tempo trascorso senza aver ottenuto dei risultati decidiamo di passare al Piano B: mi piazzo quasi in mezzo alla strada e cerco di rendermi maggiormente visibile ai tassisti. Ad un certo punto la fortuna ci sorride: una tassista scarica il suo cliente a pochi metri da me e io gli piombo in auto. Per qualche minuto discutiamo animatamente, ognuno nella propria lingua, (intuisco che la signora non voleva prenderci) ma alla fine cede e torno a prendere i bagagli (con il terrore che la tassista mi scappi) che in poco tempo stipiamo nell’auto. La tassista alla fine ci lascia vicino all’ostello ma non proprio davanti perchè non conosce la via e così dopo un’altra doccia e un pò di fatica lo riusciamo a trovare. Lasciati i bagagli in stanza torno alla reception per completare la registrazione e incontro Vera, una ragazza cinese e curiosa che mi attacca un colossale bottone e mi chiede di accompagnarla a comprare dei ravioli per cena. Dopo un’ora, in cui la tipa tenta di accodarsi a noi per visitare la città il giorno dopo, riesco a liberarmene.

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Shanghai : la leggenda della "Neverending Queue"

Questo è l'articolo 16 di 16 nella serie Cina 2010

Lasciamo Xiamen con un volo per la nostra successiva destinazione: ShanghaiW!

Nanjing Lu

Sull’aereo siamo seduti vicini ad un tizio dalla faccia cattiva che si trova dall’altro lato del corridoio centrale e che passa gran parte del suo tempo nascosto dietro ad un giornale spiegazzato. Ad un certo punto notiamo che la hostess gliene porta uno nuovo senza che lui gli avesse chiesto nulla e dopo qualche minuto – pensando di non essere visto – tira fuori una busta dalle sue pagine e se la nasconde furtivamente in tasca. Quando si gira verso di noi facciamo in tempo a fingere di stare a guardare dal lato opposto e questo – probabilmente – ci eviterà di trovare teste di cavalli cinesi nell’ostello di Shanghai.

Arrivati a Shanghai ci accorgiamo subito del cambio di registro: la città è un misto di capitale occidentale, quasi una New York orientale, città europea (molti palazzi ci ricorderanno Parigi) e vecchia Cina, soprattutto nelle periferie e nei sobborghi più antichi.

Lasciati i bagagli percorriamo le poche centinaia di metri che ci separano dal Bund, una vasta zona che costeggia il Huangpu River e che si affaccia sul Pudong e lo percorriamo ammirati versando abbondanti quantità di sudore.

Pudong

Lasciato il Bund percorriamo la commercialissima Nanjing Lu, visitiamo il Parco e la Piazza del Popolo e, calata la sera, decidiamo di andare al Pudong per salire su un grattacielo e ammirare la città dall’alto.  La fila per accedere al grattacielo è impressionante ma, per fortuna scorrevole. Il 90% dei turisti sono – al solito – cinesi e noi siamo tra i pochi occidentali presenti. Giunti in cima alla torre lo spettacolo che riusciamo ad ammirare è fenomenale solo leggermente reso meno bello dal casino fatto dalle orde di cinesi scalmanati e dai vetri di protezione non proprio puliti e che rendono nebuloso il panorama.

La sera decidiamo di andare a vedere un film cinese ma la commessa della biglietteria non ci capisce – al solito – e finiamo a vedere L’ultimo dominatore dell’ariaW, un bruttissimo film americano con sotto titoli in inglese al quale assistiamo in un freddissimo cinema.

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