Parola di MadGrin

State cercando la verità? Provate sotto il tappeto del salone …

Tag: Congjiang

Dazhai : riso, soriso, mi vien da ride … ma cosa altro si può fare nelle Risaie?

Dragon's Backbone Rice Terraces

Il viaggio per Sanjiang si svolge in modo abbastanza tranquillo e a tarda mattinata arriviamo in una delle sue due stazioni dei pullman. Ovviamente il bus per Longsheng parte dall’altra e così ci dobbiamo spostare a piedi trascinandoci i trolley sotto il sole cocente per andare a prendere il bus successivo. In questa seconda stazione veniamo accolti all’ingresso da simpatiche e cordiali signore che ci aiutano ad orientarci e a capire cosa fare esattamente.

A Longsheng arriviamo nel tardo pomeriggio e appena scesi alla stazione dei pullman – affranti dai vari giorni di viaggio – veniamo avvicinati da una signora cinese della minoranza Xiao Shui Jin (minoranza etnica cattolica dello Yunnan) che ci dice di avere un albergo nelle risaie e che ci può ospitare per 60Y al giorno (meno di 6€).

Accettiamo senza discutere e mentre aspettiamo che il nostro ennesimo bus parta mi aggiro per la stazione dei pullman dove trovo una ragazza danese che viaggia da sola e che mi racconta essere diretta a Ping’an, un’altra località facente sempre parte della zona delle risaie.

Quando realizziamo che forse dovremmo prelevare un pò di contanti – dubitiamo che in una zona rurale come le risaie ci possa essere un bancomat! – è ora di partire e così, con un pò di preoccupazione per le nostre scarse risorse finanziarie, iniziamo l’ultimo tratto di viaggio.

Il viaggio ci offre la possibilità di ammirare le Dragon’s Backbone Rice Terraces (le terrazze della Spina Dorsale del Drago) finchè, ad un certo punto, facciamo sosta a Ping’an dove paghiamo l’ingresso di 50Y a testa alla zona delle risaie. Poco dopo arriviamo finalmente a Dazhai (Longji Rice Terraces, LongSheng) ovvero l’ultimo paese raggiungibile con il bus dove veniamo scaricati alla fine della strada.

Donna della minoranza Xiao Shui Jin

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Congjiang: stasera il nostro albergo sarà il fiume …

Comodo bus cinese

Il viaggio per Congjiang è allucinante. Il bus è minuscolo e la strada tuortosissima. Per terra, nel bus, ci sono dei secchi che questa volta non sono rovesciati per farci sedere il surplus di viaggiatori, ma girati con l’apertura verso l’alto. Una simpatica vecchina, che farà solo una parte del viaggio con noi, provvederà a riempirne la maggioranza. Solo concentrandomi intensamente su un film cinese proiettato su un minuscolo schermo appeso al soffitto alla fine del bus riesco a non aiutare la vecchina nel suo vomitevole lavoro.

A circa metà del viaggio facciamo una fermata in un piccolo e anonimo paesino. Il ristorante – un grosso salone con mobilia scompagnata – è incasinatissimo ma la cucina sembra ottima. Decidiamo con molto dispiacere, però, di non provarla per paura di rimettere tutto a causa delle curve che pensiamo di incontrare nel proseguo del viaggio.

Ripreso il viaggio le curve sembrano diminuire finchè, ad un certo punto, l’autista si ferma in un paese di tre case e ci fa capire che dobbiamo scendere. Chiediamo, mostrando sulla guida il nome cinese di Congjiang, se è proprio questa la città. Siamo molto dubbiosi perchè Congjiang dovrebbe essere una grossa città ma quello che vediamo sono 3 case sparpagliate.

L’autista insiste e un occidentale che parla anche cinese ci conferma che dobbiamo scendere. Alla fine cediamo e scarichiamo i bagagli dal bus per ritrovarci, una volta ripartito, soli nel nulla. Dopo aver camminato un pò arriviamo ad un piccolo emporio e proviamo ad interrogare il proprietario per capire dove ci troviamo. Indichiamo al solito il nome cinese di Congjiang sulla guida e poi il pavimento e il tizio, scuotendo la testa, ci fa capire che la città non è questa. Chiama quindi il figlio e ci fa capire di seguirlo. Dopo un pò di camminata arriviamo su un ponte e il ragazzino ci abbandona senza dire nulla.

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