Gaye esperienze (2)


mercoledì, 28 giugno 2006

Nel precedente post mancava la componente gaya, lo so!

E’ che preso dal filo dei miei ricordi ero partito con l’idea di descrivervi un episodio ma l’introduzione è divenuta così corposa da meritare un post a parte.

Rimedio subito.

Le coordinate spazio-temporali sono sempre quelle: Crotone 1996!

La vita nel villaggio si svolge in modo ripetitivo: ci si alza all’ora di pranzo, si fa colazione all’ora della merenda, si va in spiaggia nel pomeriggio, si cena a mezzanotte e incomincia la vita notturna.

Spesso questa consisteva nell’andare nell’arena del villaggio, fulcro delle attività di animazione, per osservare i resti, un po’ malinconici, di una festa oramai finita da tempo: cartacce, alcuni palloncini bucati e qualche coppietta attardatasi nell’esplorazione delle reciproche cavità orali.

La normalità, insomma, quando si hanno orari “leggermente” sfalsati rispetto a quelli degli altri!!

In una di queste sere accade il “fattaccio”!

Io e il mio gufico amico (gufico perché amante dell’omonimo volatile da cui ha preso il nickname e la sua passione per il collezionismo di oggetti che ne richiamassero la forma) passeggiavamo allegri per la strada sterrata che conduceva dall’abitato al mare. Finalmente una delle attività del villaggio si svolgeva a tarda serata (un falò sulla spiaggia) permettendoci, così, di prendervi parte.

Quel tratto di strada, che i più pigri abitanti dei vari bungalow percorrevano per l’occasione con l’auto, era, in quel momento, frequentata solo da noi due.

Alcuni amici del gruppo ci avevano preceduto e gli altri ci avrebbero seguito.

Saltuariamente una macchina ci passava accanto sfrecciando a media velocità e alzando un simpatico polverone.

Il biondo liquido (al secolo “birra”) ingurgitato fino a poche decine di minuti prima incomincia a manifestare la sua presenza, opportunamente rielaborato, nella vescica di Guf esprimendo, a gran voce, l’impellente desiderio di uscire per trovare la sua strada nella arsa terra della strada.

Guf, che è un gran bravo ragazzo, non si fa pregare più di tanto e accostatosi ad un grosso cilindro di cemento si dedica al suo annaffiamento.

Il nostro corazzato amico, il rinoceronte volante!

Il nostro corazzato amico, il rinoceronte volante!

Madre Natura ha disseminato il mondo di suoi figli, alcuni volano, altri scavano, altri strisciano e altri ancora corrono. Molti possono fare più di una sola di queste cose e ad alcuni piace eleggere i grandi cilindri di cemento a loro dimora. Tra questi il rinoceronte volante di cui vi mostro una sua foto in tutta la sua sontuosa e cheratinica corticosa bellezza (cito Guf).

Queste simpatiche creaturine non disdegnano di improvvisare un repentino trasloco qualora si presenti loro un domicilio più accogliente come per esempio quello rappresentato dalla calda e confortevole stoffa di un pantalone.

Fatto sta che dopo essersi riabbottonato i jeans Guf riprende a camminare con me al suo fianco quando lo vedo piegarsi in due afferrandosi una coscia con il volto stravolto da una espressione di dolore, sorpresa e angoscia all’urlo: “Fermalo!! FERMALOOOO!!” e subito dopo “Slacciami i PANTALONI!! CORRI!!

Fatto sta che da lì a pochi minuti mi ritrovo, mentre Guf bloccava la perniciosa creatura con entrambe le mani, in ginocchio (posizione necessaria a causa della scarsa visibilità e dimestichezza nello slacciare pantaloni non indossati in prima persona) sul ciglio della strada nel tentativo di liberare l’amico dall’ospite indesiderato!

E’ chiaro che, come accade in queste situazioni, in quel momento la strada prima deserta, incominciasse a popolarsi di un discreto flusso di auto che incuriosite, passandoci accanto, rallentavano per meglio osservare la poco equivocabile scena!

Quell’estate si rimorchiò molto poco (leggasi “0 ragazze”!) … Ma molte furono le proposte da parte del sesso “sbagliato”!

Questo che avete appena letto é un vecchio articolo apparso su BestDisgusting, il –oramai defunto– blog che io e Patsy curavamo a 4 mani.

Lo stile di scrittura e gli argomenti trattati sono quelli di quasi 10 anni fa e incollati qui senza una virgola di correzione. Se vi è sembrato che lo stile fosse immaturo, gli argomenti poveri e che a quella “a” mancasse proprio una bella H davanti probabilmente avete visto giusto!

Le foto, ahimè, sono andate quasi interamente perse. Le poche che troverete sono pescate per l’occasione dalla rete.

Per saperne di più:

BestDisgusting: http://www.madgrin.com/2011/06/30/bestdisgusting/

Indice della serie: http://www.madgrin.com/series/bestdisgusting

Altri della stessa serie<< Gaye esperienze (1) – sottotitolo: il miracolo della trasmutazione dell’acqua in fango

Se vuoi dire la tua ... DILLA!