Parola di MadGrin

State cercando la verità? Provate sotto il tappeto del salone …

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Le mirabolanti (dis)avventure dell’essere con le pupille straordinariamente dilatate

big-eyeSarebbe dovuta essere una giornata tranquilla: qualche ora di permesso per andare a fare una visita di controllo dall’oculista e poi in ufficio a lavorare maaaaa … la grande macchina della sfiga fantozziana stava preparandosi a dare il suo meglio!

Esco con buon anticipo rispetto all’appuntamento con l’intenzione di andare a piedi dall’oculista per evitare di dover guidare, dopo, con le pupille dilatate dall’atropina e decido di passare, comunque, alla macchina con l’idea di avvicinarla a casa avendola parcheggiata lontana la sera prima.

L’auto, una Twingo di 14 anni, non era però affatto d’accordo con il mio programma e così, invece di partire ruggendo con il suo potente rombo, decide di accogliermi con un basso mugugno morente per farmi capire che era giunto il momento di cambiare la, oramai, vecchiotta (ma neanche troppo!) batteria.

Sfruttando l’aiuto di un gruppetto di nerboruti autisti dell’ATAC, conosciuti qualche giorno prima a seguito di una loro “asportazione involontaria del fanale della suddetta Twingo” riusciamo a far ripartire a spinta la macchina e così ne approfitto per andare a cambiare la batteria nella vicina officina.

Dopo aver completato il cambio, essendosi fatto tardi, decido di andare dall’oculista in auto riuscendo, così, ad arrivare poco prima dell’appuntamento. Sforzo inutile perché mi viene fatta fare una lunga anticamera prima di essere visitato.

Il bello viene ora.

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Tutti gli Zombie del Presidente

Zombie al Romics 2015

Zombie al Romics 2015

L’idea che i morti possano tornare a camminare mi ha sempre affascinato. 

Questa mia passione ha inizio, con molta probabilità, in giovane età con il film Zombi  (Dawn of the Dead) di George A. Romero. Nel film ci sono questi tizi che un bel giorno scoprono che i morti non sono più propriamente tali e hanno fame.

Fame dei vivi cioè di loro.

La soluzione migliore é scappare e la loro fuga si conclude, provvisoriamente, in un supermercato. Di quelli americani, che quando andavo negli USA mi piaceva un sacco visitare di notte visto che a Roma, la città più provinciale che io conosca, questa cosa allora non esisteva. Insomma in questo supermercato avevano tutto e sarebbero potuti sopravvivere bene ma si sa che l’animale più violento sulla Terra é l’Uomo e così nel film arriva una banda di sciacalli che attacca il supermercato aprendo la strada anche agli Zombie, ancora più affamati.

Comunque se non conoscete il film forse é il caso che ve lo guardiate! Youtube lo propone in versione integrale in inglese per cui avete anche l’occasione per migliorare la conoscenza della lingua.

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La vendetta del sugnotto

Questo è l'articolo 8 di 12 nella serie BestDisgusting

16/09/2006

Un esempio di sugnotto crudo

Un esempio di sugnotto crudo

Sono un eterno curioso che tutto (o quasi!) vuole vedere, provare, assaggiare

Come lasciarsi sfuggire, quindi, un nuovo, fantastico piatto al “vero” ristorante cinese … ?

Ma procediamo per ordine!

A fine Luglio del 2006 ci trovavamo con alcuni amici a Warwick (UK) in visita ad una nostra amica che stava frequentando una scuola per i dottorati di ricerca in questa ridente (ma non troppo!) cittadina.

La sera del nostro arrivo ci fu presentato Hi-Hong (il nome me lo sono inventato ora!), un giapponese che stava a Warwick da diversi anni e con ben poca intenzione di tornarsene a casa.

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Incontri ravvicinati col sampietrino

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13/09/2006

Mentre la nostra simpatica Patsy rosola le sue morbide chiappette bianchiccie (avete presente due marshmallow? ) al sole della Grecia approfitto nella forzata (e gradita!) pausa della sua produzione bloggheccia per raccontare un simpatico (mah…) episodio accaduto al sottoscritto nel lontano 1995.

Era una calda serata estiva e, dopo una corposa cena al ristorante cinese, il sottoscritto e il simpatico gruppo di amici con cui si accompagnava, percorreva allegramente Piazza del Popolo nel tentativo di smaltire i 160 involtini primavera innaffiati con abbondante sake e grappa di rosa.

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E’ VIVO!!!

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26/01/2007

bancomat rotto

Bancomat alla griglia

Sarebbe potuto essere l’urlo di sorpresa / gioia del Dott. Frankenstein alla vista della sua creatura in piedi, invece é stato semplicemente il fulminante pensiero che ha scosso i miei due neuroni dormienti …

Ma, al solito, cominciamo dall’inizio …

Stamane accompagno il nostro collega non vedente alla favolosa macchina che magicamente sputa soldi semplicemente nutrendola a tesserine plastificate: il bancomat.

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I segreti di Mr. (Brokeback) Sfintere Scoordinato

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27/09/2006

Flatulenza

No farts, please!

Sono le 18.45. Alle 19 devo essere, in tuta, dentro la sala corsi della palestra. Se arrivo tardi finirò in ultima fila e vedere gli esercizi sarà facile come sputare nell’occhio di un passero appollaiato sull’ala di un biplano sul quale si sta volando.

Onda verde! Che culo! Corro, sterzo, parcheggio vicinissimo alla palestra: doppio culo!!
Troppa fortuna … la sfiga mi sta preparando un altro dei suoi scherzi … ?

Salto fuori dalla macchina, giù per la discesa del garage (che è anche l’ingresso della palestra) reception, corridoio, spogliatoio e … INCREDIBILE!
Invece della solita calca umana .. non c’è nessuno!
Con il viso deformato dallo stupore getto la borsa della palestra su una delle 8 panche completamente libere dello spogliatoio, mi giro verso l’armadietto e ci butto dentro la giacca.
Mi rigiro verso la panca per sedermici e incominciarmi a cambiare (-5min all’inizio della lezione!) quando mi blocco sbalordito alla vista di …. Mr Sfintere Scoordinato!
E’ lì, in piedi accanto a me, con la sua magliettina della salute e i pantaloncini da tedesco in vacanza.
Ha già occupato interamente la panca con la sua borsa e una serie di inutili (perché NON li indosserà) capi di abbigliamento tirati fuori da questa. Il resto della panca è occupata dalle sue flautolenti chiappone (vedi …) e dalla mia borsa.

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Mr. Sfintere Scoordinato

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26/09/2006

Fart Zone

Pericolo! Aria pesante!

Mini post per concludere in bellezza la giornata e non dimenticare che “Se qualcosa può andare storto allora lo farà (Prima legge di Murphy)

Come promesso sarò breve!

Oggi, arrivato presto in palestra, occupo facilmente un simpatico posticino dove piazzare il mio step che, di lì a poco, avrei inondato di lacrime e sudore e, dal quale, poter osservare facilmente gli esercizi impartiti dalla insegnante.

Il posto ERA bello prima che … Mr. Sfintere Scoordinato non si piazzasse, appiccicandosi a me e costringendomi ad una breve ritirata indietro, proprio davanti annullando la gioia di un bel panorama e l’utilità di avere l’insegnante perfettamente visibile …

Beh pazienza… sono qui per allenarmi e rilassarmi quindi ….

L’insegnate incomincia a zampettare allegramente sullo step:

  • sali a destra
  • sali a sinistra
  • alza la gamba destra
  • alza la gamba sinistra

Io, tutto concentrato, guardo davanti a me e la mia fragile mente viene presto catalizzata da Mr. Sfintere Scoordinato che, eseguendo perfettamente al contrario gli esercizi proposti, mi manda presto nel pallone facendomi sbagliare tutto ciò che potevo e facendomi rischiare una sequela di slogature e inciampi come mai, anche dopo le peggiori sbronze, ero mai riuscito a fare.

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Tovagliolo con sorpresa

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27/09/2006

Oggi il mio “caro” compagno di merende nonché collega di ufficio e autore del fantastico Vagabonding m’ha proposto:

“Vieni con noi al Ristorante Cinese? C’è anche la mia insegnante di lingua cinese che ci farà provare l’ebbrezza della vera cucina orientale …”

Duck Tongue

Lingue di papera

Questa frase, che in qualche modo mi faceva tornare alla mente vecchie e oramai rimosse esperienze, al contempo mi convinse e così, di lì a poche ore eravamo tutti seduti allegramente ad un ristorante cinese davanti alla Stazione Termini.
Il menù conteneva solo Antipasti e Secondi. La scelta cadde subito sulle Lingue d’Oca e la Medusa in umido ma altri piatti vennero presto a fare loro compagnia. Appena arrivate le lingue, seppur provassi una certa reticenza ad assaggiare qualcosa che avrebbe potuto ugualmente assaggiare me, mi ci buttai infilando in bocca uno strano tocco di carne duro, tipo le coppiette di carne equina che vengono abitualmente servite nelle Fraschette Romane.

Peccato che le coppiette non contengano tutte quelle terminazioni nervose tipiche di una lingua come, per esempio, un simpatico anello di nervo che identificai essere il responsabile dell’ancoraggio del muscolo alla bocca.

La cena andò, comunque, avanti per la sua strada fino a che, per liberarmi di olio finito su una mano non aprii completamente il tovagliolo, che all’inizio della serata era piegato artisticamente dentro il mio bicchiere, e mi ci strofinai la mano sinistra continuando a parlare con il mio dirimpettaio.

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Fotogrammi da una vita canina

Dylan é un cucciolo di spinoncino di poco più di un anno. Viene da un canile e ha tutte le paure di un cane che é stato abbandonato. Oggi però é eccitatissimo e non fa altro che abbaiare spazzando con la coda l’aria a mo’ di ventilatore. Accanto a lui c’è il motivo di tanta agitazione: una gabbietta di metallo dentro cui si trova Kessy, una siamese piccola come una mano e terrorizzata da questo gigante che le scompiglia il pelo con la forza del suo abbaiare.

Dylan e Kessy sono cresciuti inseparabili. Passano il loro tempo sul divano dove Kessy, dopo essersi completamente lavata, prova a fare lo stesso con Dylan rimanendo immancabilmente impigliata nel suo lungo pelo. Oppure si rincorrono per la casa. Kessy schizza come Beep Beep e nelle curve a gomito sfrutta la parete per darsi la spinta come un nuotatore a bordo vasca. Dylan é più goffo ma non si scoraggia: quando Kessy parte improvvisamente dando il via ai giochi lui slitta sul marmo galoppando a vuoto per qualche interminabile secondo prima di trovare il giusto attrito per iniziare l’inseguimento.

Kessy é sul tavolo esagonale di legno del salone. E’ seduta in mezzo alle fragili suppellettili che rischiano di rompersi se lei non ci presta la dovuta attenzione. Il tavolo é proibito a Kessy e lei lo sa. Ma lo sa anche Dylan che un po’ per fedeltà verso i padroni e un po’ perché, in fondo, é invidioso del fatto che solo Kessy possa starci, abbaia rumorosamente nella sua direzione stando ai piedi del tavolo. Kessy lo guarda dall’alto verso il basso indifferente. Dylan abbaia dal basso verso l’alto istericamente. A un certo punto decide di cambiare strategia e corre per la casa a cercare qualcuno a cui fare la spia. Alla prima persona che trova abbaia il suo “Corri! CORRI! Vieni a vedere che sta facendo quella gatta!

Dylan è un cane del tipo pozzo-senza-fondo. Mangia la sua ciotola ed elemosina quello che stanno mangiando i padroni a tavola. Mangerebbe anche la ciotola di Kessy se questa non si trovasse in salvo su un tavolo lungo il corridoio. Kessy è una gatta attenta alla linea. Spizzica i suoi croccantini mentre Dylan la guarda con gli occhi grandi da sotto il tavolo. Kessy sa anche essere generosa e dopo qualche croccantino mangiato ne tira fuori uno con la zampina per buttarlo di sotto al tavolo. Dylan mangia, ringrazia e si rimette in attesa.

La ciotola della gatta torna ad essere nuovamente protagonista anche al mio rientro a casa. A Dylan sono sufficienti due cose per essere felice: una carezza e un croccantino. Ricevuta la prima appena varcata la soglia di casa mi segue lungo il corridoio fermandosi vicino al tavolo dove si trova la ciotola di Kessy per ricevere la seconda. Prendo un croccantino e lo metto sul bordo del tavolo. Lui si alza sulle zampe posteriori, poggia quelle anteriori sul tavolo e si mangia il croccantino con lo stesso gusto che proverebbe un appassionato di macaron a mangiarne uno preparato da Pierre Hermé in persona. Tornato con tutte e quattro le zampe a terra mi interroga con lo sguardo per sapere se ce ne sarà un altro.

Dylan é invecchiato. Ha le cataratte ad entrambi gli occhi e l’artrosi che gli rende difficile muoversi. Non corre più dietro a Kessy ma in fondo anche a lei è passata la voglia di fare quel gioco e come due anziani in veranda si godono comodamente sdraiati il panorama dal divano.

Dylan é peggiorato. Bisogna guidarlo nei movimenti perché le cataratte hanno trasformato il suo mondo in un qualcosa di lattiginoso e indefinito. Sbatte il muso nelle porte o nelle pareti e a volte non riesce a trattenersi dall’andare al bagno quando non dovrebbe. Il veterinario ha sostituito i croccantini del gatto con tante pillole colorate che Dylan ingoia senza troppe proteste.

Passo a casa perché temo che non avrò una seconda occasione per salutarlo. Dylan riposa sulla sua solita brandina. E’ talmente magro che mi sembra di rivedere il cucciolo che 19 anni fa era entrato nella nostra casa. Respira sereno con gli occhi chiusi. Mi accovaccio accanto a lui per accarezzarlo provando la sensazione di toccare una spelacchiata pelliccia gialla gettata su un mucchio d’ossa. Pelle e ossa che non trattengono una vita che ad ogni respiro scivola via come la sabbia in una clessidra. Ci sono nuovi prati su cui correre, amici da inseguire e ciotole mai vuote per saziarsi. Ci sono carezze e cucce, l’abbaiare scalmanato e i divani su cui riposarsi. Tutto questo gli auguro accarezzandogli il muso per l’ultima volta sperando che porti con sé un po’ del mio odore nel suo cuore. Dylan

Buon Anno!

Grazie al mio fido sosia abilmente piazzato in ufficio mi defilo per una settimana durante la quale girovagherò per l’Olanda e il Belgio fumando sigarette fatte di gouda e guidando auto ricoperte di papaveri.

Il sosia è programmato per dare risposte più intelligenti delle mie per cui, per qualunque cosa, potete rivolgervi tranquillamente a lui!

BUON ANNO!

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