Un altro bloggo …
Il terzo giorno decidiamo di dedicarlo parzialmente al Museo Egizio riflettendo che un posto tranquillo e con l’aria condizionata è proprio quello che ci vuole per riposarsi un pò … Illusi !
Arriviamo nel quartiere Midan Tahrir , nel centro del Cairo, con il solito taxi e cerchiamo di capire dove fare una veloce colazione . Dopo qualche giro infruttuoso chiediamo informazioni ad un distinto passante (insomma: il solito errore! ) che ci dice di seguirlo e ci trascina nella sua bottega di profumi !
Ci racconta uno strano aneddoto sul fatto che Sophia Loren è stata una sua acquirente e tenta di farci accomodare per farci provare (e acquistare) il suo campionario di oli profumati .
Ci opponiamo fieramente e scappiamo via ignorando le sue accalorate urla .
Decidiamo che il posto migliore dove fare colazione è nel bar-ristorante del Museo e lì consumiamo qualche omelette egiziana e del caffè turco.
Dopo aver salutato (ero convinto per sempre ) la mia macchinetta fotografica abbandonata al Security Box (un vetusto mobile di legno su cui venivano appoggiate tutte le attrezzature elettroniche proibite nelle sale interne) entriamo finalmente nel Museo .
Il colpo d’occhio è notevole : immaginate un enorme spazio pieno di gente ma, soprattutto, strapieno di reperti egiziani accatastati in ogni buco e nicchia, buttati per terra e appesi alle pareti .
Le teche e i cordoni protettivi sono rarissimi e le targhette esplicative sono praticamente assenti. Non esiste una mappa del Museo e così l’indicazione del percorso da seguire!
Insomma il fresco e tranquillo ambiente che speravamo di trovare si rivela, invece, un caldissimo inferno affollato e pieno di reperti favolosi .
Giriamo affascinati per le varie stanze ammirando, tra le altre cose, gli 11 chili di oro che costituiscono la Maschera funeraria di Tutankhamon , le Mummie Reali , centinaia di sarcofagi , vasi canopi e statue di tutte le dimensioni.
Completato il giro del Museo optiamo per una passeggiata rilassante sul Lungo Nilo . La guida la indica come una attività piacevole, con percorsi freschi e ombreggiati dove si può trovare rifugio dal caos della città.
Ovviamente non tutto il Lungo Nilo è così, infatti noi finiamo in una zona ancora più caotica dove rischiamo la morte a causa degli intensissimi gas di scarico delle autovetture e dai quali tentiamo di scappare rifugiandoci nelle hall di alcuni alberghi di lusso (un pò anche per curiosare su come vivono i ricconi) come l’Hilton e il Four Seasons .
Sul calare della sera ci dirigiamo alla stazione dei treni a Giza . La mattina, infatti, abbiamo fatto il check-out dall’albergo e lasciato lì bagagli portandoci appresso (nel mio pesante zaino) poche cose essenziali.
Per arrivarci prendiamo la metro (vagoni separati per uomini e donne ) e arriviamo con una mezz’ora di anticipo sulla partenza del treno che, poi, partirà con quasi un’ora di ritardo.
Nell’attesa altra pausa caffè (turco) finchè lo SleepingTrains arriva per condurci, viaggiando di notte, a Luxor .
Le foto di questo articolo ( ad esclusione della foto degli interni del Museo del Cairo) sono state scattate da me.
Potete trovare le altre del viaggio in Egitto sul mio account flickr .
Un bel giorno la scimmia urlatrice ha smesso di produrre rumore nelle stanze vuote del mio cervello e il criceto ammaestrato ha ripreso a correre sulla ruota.
Ho approfittato per scrivere qualche riga, l'ho impaginata, ci ho messo una foto inutile e scorrelata dal contesto e così è nato Parola di MadGrin.
E allo stesso modo, probabilmente, si spegnerà!
Tra l'alfa e l'omega di questo blog, però, avrete l'occasione di leggere alcune considerazioni sconclusionate, notizie vecchie e copiate e immagini di poco gusto!
Buon divertimento e non vi dimenticate di cliccare sui link dello sponsor, devo andare in vacanza questa estate!
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